My Special Pizza Competition 2026: quando una pizza riesce a mettere tutti d’accordo
Ci sono competizioni che assegnano un trofeo.
E poi ci sono competizioni che raccontano una storia.
Il My Special Pizza Competition 2026, andato in scena a Faicchio, è stato molto più di una semplice gara. È stato un incontro tra persone accomunate dalla stessa passione, quella per un impasto che continua a emozionare milioni di persone nel mondo.
Ho avuto il piacere e l’onore di presentare questa edizione, vivendo da vicino ogni momento: dall’entusiasmo dei concorrenti alle emozioni del pubblico, fino all’abbraccio finale riservato ai protagonisti della manifestazione.
Alla fine ad alzare il trofeo è stato Vincenzo Bocchino, conosciuto sui social come Noel, autore di una pizza che ha conquistato la giuria grazie ad un equilibrio tecnico davvero straordinario.

Una vittoria costruita con studio e passione
Nel mondo della pizza si parla spesso di idratazione, farine e tecniche di impasto.
Sono aspetti fondamentali.
Ma dietro ogni grande pizza c’è sempre qualcosa che nessuna ricetta può insegnare: la dedizione.
La creazione presentata da Vincenzo ha dimostrato come tecnica e creatività possano convivere perfettamente.
Ogni elemento sembrava trovare naturalmente il proprio posto, dimostrando che anche nella pizza la ricerca dell’equilibrio può diventare arte.
Una vittoria che arriva dopo un percorso già ricco di soddisfazioni e che conferma come la passione, quando viene coltivata con costanza, possa portare a risultati importanti.

Ma il vero vincitore è stato lo spirito della pizza
Se dovessi portare a casa l’immagine più bella di questa manifestazione, non sceglierei il momento della premiazione.
Sceglierei gli sguardi.
Quelli dei concorrenti che si osservavano con rispetto.
Quelli dei professionisti pronti a dispensare un consiglio.
Quelli degli appassionati arrivati da tante regioni italiane, e perfino dall’estero, per condividere una passione comune.
Perché la pizza ha una forza incredibile.
Mette da parte differenze, esperienze e percorsi diversi.
Davanti a un impasto che lievita non esistono categorie: esistono persone che condividono conoscenze, errori, successi e sorrisi.
È questo il vero significato della convivialità.
Eventi come questo fanno crescere.
Manifestazioni come il My Special Pizza Competition non servono soltanto a decretare un vincitore.
Servono a creare cultura.
Ogni confronto, ogni assaggio e ogni dialogo rappresentano un’occasione per imparare qualcosa di nuovo.
La pizza continua così ad evolversi senza dimenticare le proprie radici, mantenendo vivo quel patrimonio di tradizione che rende l’arte bianca italiana un punto di riferimento in tutto il mondo.
Complimenti a tutti
Le mie congratulazioni vanno naturalmente a Noel per il meritato successo.
Ma un applauso va anche a tutti i finalisti, agli organizzatori, ai giudici, agli sponsor e al pubblico che hanno reso possibile un’edizione capace di confermare quanto la pizza sia oggi molto più di un alimento.
È cultura.
È studio.
È sacrificio.
Ma soprattutto è convivialità.
Perché una pizza può essere perfetta dal punto di vista tecnico, ma dà il meglio di sé quando viene condivisa attorno a un tavolo, tra una risata, un confronto e la voglia di stare insieme.
Ed è proprio questo il sapore più bello che mi porto a casa da questa esperienza.
